31 ottobre 2014

Ma sarà vero che si vota nel 2018?

Alcune questioni come quella del Tfr in busta paga ed alcune coperture un pò 'elastiche' fanno intravedere qualche crepa nel disegno renziano

Ma sarà vero che si vota nel 2018?

Renzi continua a spergiurare che la legislatura continuerà fino al 2018. E la mole di decreti, disegni di legge, leggi delega e annunci sembrerebbe testimoniare a favore di questa prospettiva. L'ok, anche se difficoltoso, che l'Europa ha dato alla legge di stabilità, vero banco di prova di questo esecutivo, unito ai tempi necessari per portare a termine l'iter legislativo di riforma elettorale e costituzionale, sembra confermare che l'orizzonte del primo governo Renzi è molto ampio.

di PROFONDOBLU


28 ottobre 2014

Quella sinistra extra Pd che non vede più un futuro

sinistra extra pd

Nessuna possibilità di unire la piazza di sabato e la Leopolda. Ma proprio la estrema debolezza della minoranza non mette a rischio l’unità del Pd

L'Unità, anche se riuscirà a risorgere, è comunque morta. E la sua scomparsa rappresenta plasticamente lo stato dei rapporti tra chi sabato era in piazza a protestare contro il jobs act e chi invece vedeva le cose da tutt’altra prospettiva. Tra chi sente la mancanza del giornale fondato da Gramsci (per la verità pochissimi e sempre meno) e chi non sa neanche che non è più in edicola, anche perché ne ha sempre fatto tranquillamente a meno.

di Chevalley

Retrotweet
27 ottobre 2014
10:18

Orfini e il rischio scissione

«Non drammatizziamo la divisione di sabato». Lo dice Matteo Orfini a La Stampa. «Dovremmo smetterla di usare il “noi” e “voi”: la contrapposizione interna alimentata per ragioni di visibilità rischia di distruggerlo un partito», spiega il presidente del Pd. Orfini affronta, tra l'altro, il tema scissione interna: «Il semplice fatto che se ne parli così di frequente significa che il rischio c'è. Per questo dobbiamo evitare discussioni strumentali e cercare di recuperare il senso di comunità che stiamo perdendo», dice.

  • 27 ottobre 2014
    E dopo peones e qualche big, ora Renzi punta a sciogliere i partitini nel Partito della Nazione

    E dopo peones e qualche big, ora Renzi punta a sciogliere i partitini nel Partito della Nazione

    Con la soglia al quaranta per cento e il premio alla lista, serve una grande e organizzata campagna acquisti. Guerini e Lotti in campo per spiegare ai piccoli partiti che ormai non ha senso giocare da soli

    L’obiettivo di Matteo Renzi è ormai chiaro ed evidente e per chi ha capito il gioco del giovane premier, non è difficile immaginare come andrà a finire tutta la partita sulla legge elettorale. Il punto di partenza è uno solo, il cd Partito della Nazione –poco immaginifica visione, ormai sempre più concreta- dovrà da solo superare il quaranta per cento, così da poter guadagnare quel cinquantacinque per cento dei seggi che saranno necessari a garantire la governabilità del prossimo governo.

    di Borgogna
  • 23 ottobre 2014

    E Renzi punta a capitalizzare il piano Juncker

    La svolta politica in Europa è stata trainata anche dalle spinte dell’Italia. La crescita non è più un tabù. Il piano di rilancio presentato già entro il 2014.

    E’ la battaglia della vita, quella senza cui tutto il resto degli sforzi operati in patria in questi mesi, rischierebbero di venire vanificati, lasciando come unica alternativa al governo la scelta di tornare presto al voto. Ma è soprattutto il primo vero test per capire se davvero l’Europa ha imparato la lezione e deciderà di puntare sulla crescita come terapia per i propri problemi interni, dopo i disastri causati da un’austerity cieca e miope alle richieste persino degli stati virtuosi.

    di Masquerade
  • 18 ottobre 2014
    E la legge di stabilità allontana anche le urne

    E la legge di stabilità allontana anche le urne

    Una manovra coraggiosa e non elettorale, che ha suscitato apprezzamenti e fotografa il vero obiettivo di Renzi, innescare la fiducia nella ripresa già nei prossimi mesi. E per gli intransigenti come Landini, la partita si riduce a una battaglia di puro posizionamento politico

    Il vero dominus della manovra alla fine è stato lui, e i più accorti avranno notato come sulla legge di stabilità che è stata orientata alla crescita non si sono avute notizie del contributo del titolare del Mise Federica Guidi, sparita dai radar da diversi mesi. Economisti, industriali, pezzi di organizzazioni sindacali e anche oppositori interni. La Finanziaria alla fine piace un po’ a tutti, anche a quelli che in pubblico criticano le scelte del premier ma che in privato non hanno nascosto l’apprezzamento.

    di Gemini
  • 15 ottobre 2014
    fitto lancia l'opa su forza italia

    E Fitto lancia l’opa su Forza Italia

    Ridare una bussola politica a un partito fermo che vive di rendita con il patto del Nazareno che rischia di affondare. Mister preferenza appronta una road map per ripartire dai territori. Nel mirino non c’è la leadership ma la ricostruzione di Forza Italia

    La cosa che più sconforta i fittiani è il lassismo in cui è precipitato il loro partito, la cui inerzia scivola su una non opposizione – salvo qualche dichiarazione di circostanza – a Renzi e una linea politica assente che su alcuni i temi si trova addirittura agli antipodi di taluni ideali di centrodestra. E il paradosso che in molti notano è che, per certi versi, la vera opposizione rischia di essere riconosciuta in Alfano, che su immigrati e unioni civili ha tenuto l’asta ben ferma su alcuni principi.

    di Gemini
  • 14 ottobre 2014
    beppe_grillo_antonio_di_pietro

    E Di Pietro a Milano sarà il candidato del M5S

    L'uscita dall'Idv e la candidatura a sindaco celano una strategia di rientro nell'orbita del Movimento di Grillo

    La notizia è doppia: Tonino Di Pietro è uscito da Idv; e Tonino Di Pietro si candida a sindaco di Milano. Lui, il fondatore padre padrone del partitino che una volta ha veleggiato intorno al 4 per cento (era Veltroni) assestandosi quindi intorno al 2 per cento per poi declinare sempre più giù, adesso è stato di fatto estromesso, una sorta di auto esclusione conseguente alla messa in minoranza dentro la formazione, con “sottrazione” finanche della cassa che nei partitini personali è come subire uno scippo con destrezza dal quale non ti riprendi più.

    di Koba