4 aprile 2015

Quel passaggio travagliato
al renzismo della seconda ora

In poco più di un anno Renzi ha conquistato il partito, Palazzo Chigi e il favore degli elettori a colpi di riforme. Ma l’immediato effetto wow nazionale sembra incontrare non poche difficoltà a livello locale

Quel passaggio travagliato al renzismo della seconda ora

Di grattacapi non vuole sentirne parlare. Eppure, da capo del principale partito italiano, ormai non può non fare i conti con le difficoltà che ostacolano la progressione della sua rivoluzione a tutti i livelli. Se non altro perché, quando si esauriranno le cartucce a livello nazionale, occorrerà dare fondo anche sui territori a quelle riserve di cui non si può proprio fare a meno, tanto più quando si arriva al tornante delle elezioni regionali.

di La Fayette


25 marzo 2015

E Passera punta a contendere Palazzo Marino a Salvini

E Passera punta a contendere Palazzo Marino a Salvini

Dopo il tramonto dell’ipotesi Lupi, il fondatore di Italia Unica sarebbe tentato dal presentarsi come possibile successore di Pisapia. Salvini resta in pole ma l’ex ministro punta a capitalizzare il voto di quei moderati che non si rivedrebbero nel segretario del Carroccio

Non ha appena fatto in tempo a dichiarare che tra un anno non chiederà un altro mandato che già è cominciata la corsa alla successione di Pisapia. E Milano, si sa, rappresenta insieme a Roma più di un semplice Comune. Quasi un ministero per il peso specifico che ricopre. Così con gli scandali che hanno lacerato la Lombardia e soprattutto all’indomani dell’Expo, il futuro politico di Milano è destinato a incidere anche su quello nazionale.

di Gemini

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7 aprile 2015
17:05

E D’Anna caccia Berlusconi

Il senatore e vicepresidente di Gal Vincenzo D'Anna, eletto in Campania con il Pdl, ha dichiarato all'AdnKronos: "se il piano di Berlusconi è quello di avere un partito pretoriano, fatto da deputati e senatori con la livrea addosso, sarà meglio che faccia 'Forza Silvio' o un surrogato e lasci ai liberali e alla democrazia Forza Italia".

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  • 16 marzo 2015
    La lotta tutta sindacale di Landini che punta alla CGIL nel 2018

    La lotta tutta sindacale di Landini che punta alla CGIL nel 2018

    L’obiettivo dichiarato è dare “rappresentanza politica al lavoro” e per farlo si guarda bene dal costruire un nuovo partito con chi vuole riciclarsi dopo il ciclone Renzi. E con il rinnovo delle cariche sindacali dietro l’angolo, Landini tira dritto verso il ruolo di segretario cigiellino

    La vera domanda che bisognerebbe farsi non è tanto se Maurizio Landini scende in politica o no ma in che modo darebbe più “fastidio” di quanto non lo stia facendo adesso. Al leader Fiom va senza dubbio riconosciuto il merito di aver ravvivato una sinistra depressa e narcotizzata dall’effetto Renzi. E la pressione di quanti vorrebbero mettergli addosso la pettorina dello Tsipras italiano inizia a toccare anche i limiti dell’asfissia.

    di Gemini
  • 6 marzo 2015
    Quello strappo di Tosi tra dubbi presenti e futuri

    Quello strappo di Tosi tra dubbi presenti e futuri

    Il sindaco di Verona, fuori dalla Lega, ora può presentarsi alle Regionali venete. Proseguono le manovre per un’intesa con Passera e Alfano ma a mancare sono i voti

    La scomunica era tutta nera su bianco ed è arrivata dopo giorni di tira e molla. Chi lo conosce bene spiega che il sindaco scaligero “non ama perdere o essere messo all’angolo” e, costi quel che costi, adesso proseguirà dritto per la sua strada a costo di lasciarsi alle spalle feriti e cadaveri. O, viceversa, giocare una battaglia che potrebbe costargli anche cara. E quel commento “incazzato ma lucido” rilasciato ieri dopo l’incontro di Milano con Salvini la dice lunga sulle intenzioni di Tosi che difficilmente nelle prossime ore sotterrerà l’ascia di guerra.

    di Gemini
  • 2 marzo 2015
    Quella vittoria di De Luca che complica i piani di Renzi

    Quella vittoria di De Luca che complica i piani di Renzi

    Grandissima affluenza ma il finale delle primarie campane è ancora tutto da scrivere. L’ineleggibile De Luca spiazza il Pd nazionale, che adesso ha due strade davanti: cambiare la Severino o cambiare candidato

    E’ proprio vero: se qualcosa deve andare male, andrà male. La migliore applicazione della legge di Murphy ha trovato terreno fertile all’ombra del Vesuvio, dove contro tutti gli auspici iniziali del Pd – e di Renzi – , ha vinto l’unica persona che non doveva farlo. Perché il trionfo di Vincenzo De Luca è destinato a portare con sé strascichi che, nella migliore delle ipotesi, saranno vissuti come inopportuni e sconvenienti. Ma, per chi è ai piani alti del Nazareno, saranno sicuramente imbarazzanti e deleteri.

    di Gemini
  • 26 febbraio 2015
    Immagine

    E in Campania nel Pd è “sindrome” da primarie

    Migliore fuori. Nessuno è riuscito a imporre un candidato vincente o raccogliere le firme necessarie per annullarle. Bagarre a quattro giorni dal voto. E da lunedì Renzi, irritato coi suoi, dovrà ricompattare il partito balcanizzato.

    Venghino signori, venghino. A Napoli, il surreale è servito. E pensare che erano a lungo state il fiore all’occhiello di un partito e della cultura democratica del confronto, ispirata dalla grande tradizione americana. Dopo il flop ligure e nonostante le buone performance apulo-venete – che per la verità non sono state del tutto serene – in Campania regna il caos. Gli stessi media, a torto, non dedicano la giusta attenzione a ciò che sta accadendo all’ombra del Vesuvio. Tira e molla, convergenze e bruciature, manovre sabotatrici e personalità non proprio trasparenti governano il Pd campano a pochi giorni dal voto.

    di Gemini
  • 23 febbraio 2015
    Quella strada inevitabile di Fitto nel caos di Forza Italia

    Quella strada inevitabile di Fitto nel caos di Forza Italia

    Il timing è perfetto e i propositi buoni. L’ex enfant prodige di Berlusconi veste i panni del “ricostruttore” per ridare una rotta al partito e coprire quella zona franca nel centrodestra nata dopo lo scotto di Mattarella

    A esser cattivi potremmo dire che il marchio di fabbrica è un deja vu. La storia politica dell’ultimo quinquennio, infatti, ha visto “rottamatori” e “ramazze” prendere a pretesto la crisi o gli scandali di un partito per avviare una nuova fase costituente. Dopo Renzi e Salvini anche Fitto – pare quasi un’eresia dirlo – ha presentato ieri la sua personale ricetta per “ricostruire” Forza Italia. Ma come ha lui stesso specificato esordendo “noi stavamo, stiamo e staremo dentro Forza Italia”. E non potrebbe essere altrimenti.

    di Gemini