1 settembre 2014

Ma sulle regionali è guerra
anche tra i renziani

Da Emilia Romagna, Calabria e Campania arrivano segnali chiari. Renzi dovrà presto mettere in ordine anche le ambizioni dei suoi stessi fedelissimi che tra “prima ora” e “seconda ora” si combattono per andare all’incasso

Ma sulle regionali è guerra anche tra i renziani

Rischiano di essere le regionali, più della deflazione, della disoccupazione e della temuta campagna d'autunno che i dalemian-bersaniani stanno già preparando sotto traccia su legge elettorale e sulla riforma del Senato, a creare dei veri grattacapi a Matteo Renzi. Perché a vedere il quadro attuale sui territori, c’è da impensierirsi davvero e buona parte delle magagne riguarda proprio il coteè renziano degli aspiranti governatori.

di Maginot


30 luglio 2014

Dentro Sel trionfano i falchi
con il Pd è rottura totale

Dentro Sel trionfano i falchi con il Pd è rottura totale

Soddisfazione anche tra i transfughi di “Led”. Accelera la spaccatura tra fautori del “modello Tsipras” e chi mira al “Partito della nazione”. E intanto Sel vale l'1%

Sembra che fino alla tarda serata di lunedì al Nazareno si scommettesse davvero e non solo a parole, su un riavvicinamento con Sinistra ecologia e libertà nelle difficile partita sulle riforme che si sta giocando in Senato. Non si pensava, insomma, che la mediazione proposta dal dissidente Chiti, ovvero la riduzione degli emendamenti in cambio dello slittamento del voto a settembre, che per inciso all’interno del Pd ha funzionato egregiamente, venisse rispedita al mittente dal partito di Vendola.

di Barone Rosso

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1 settembre 2014
8:54

Renzi ha deciso, avanti fino al 2017

Matteo Renzi è deciso ad andare avanti e non ha intenzione di fermarsi a valutare ipotesi di subordinate elettorali, che pure in tanti gli consigliano, come exit strategy dalle secche di una situazione economica complicata. E proprio per rilanciare la serietà del suo impegno con il Paese, oggi presenterà il cronoprogramma dei "mille giorni" che il governo e la maggioranza dovranno realizzare.

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  • 29 luglio 2014
    Prove di mediazione tra Renzi e i dissidenti, no alla tagliola e voto finale il due settembre

    Prove di mediazione tra Renzi e i dissidenti, no alla tagliola e voto finale il due settembre

    Ma il premier non si fida e chiede il ritiro immediato degli emendamenti ostruzionistici. E sull’Italicum possibilità per elezione con le preferenze tranne che per i capilista e soglia per tutti i partiti al 4%. Ma Berlusconi non ci sta

    “Alla fine la strategia di Matteo ha pagato” era questo il commento più gettonato ieri in tarda serata, tra i renziani di stretta osservanza, alla notizia della nuova, possibile mediazione in corso con il gruppo dei senatori dissidenti (rinominati da alcuni renziani “gli spartachisti”), arrivata dopo la lettera del premier. Si, perché ha il sapore del colpo di teatro quell’apertura ventilata ieri proprio da Vannino Chiti, ex primo teorizzatore della rivolta di Palazzo Madama contro la riforma renziana, che realizzerebbe di fatto (se davvero avverrà) una retromarcia clamorosa, pur di evitare di andare a sbattere contro la tagliola paventata apertamente dal ministro Boschi per chiudere la partita entro l’otto di agosto

    di Borgogna
  • 26 luglio 2014
    Nel Ncd stravince la linea dell'orgoglio. In arrivo undici nuovi senatori

    Nel Ncd stravince la linea dell'orgoglio. In arrivo undici nuovi senatori

    Retromarcia della minoranza interna che si allinea ad Alfano. Intanto aumenterà il gruppo al Senato e adesso l'ambizione cresce

    Una retromarcia così non si era mai vista. Chi pareva dissentire come De Girolamo, Saltamartini alla fine si è allineato e coperto dietro Alfano che ha preso tutte le distanze necessarie dalle sirene di Forza Italia e dall'ultimo canto berlusconiano. Basta insulti, è la promessa di Silvio. Ma chissà se i tanti falchi saranno d'accordo.

    di Gastrite
  • 25 luglio 2014
    Napolitano blocca il voto a ottobre ma Renzi tiene alta la tensione

    Napolitano blocca il voto a ottobre ma Renzi tiene alta la tensione

    Sostegno del Colle alla prova muscolare renziana, con i manifestanti ricevuti solo da Marra. Ma il voto in primavera resta all’orizzonte.

    Forse la riforma del Senato e del titolo V non sarà approvata entro l'8 agosto. Ma nessuno deve pensare che questa possa essere una sconfitta per Matteo Renzi. In ogni caso, infatti, nel confronto quotidiano con l'opinione pubblica (il suo vero stakeholder ) il premier continua ad incassare, anche con la battaglia di Palazzo Madama, dividendi in termini di consenso. Tutti sanno, anche lui, che l'approvazione in prima lettura di questa riforma è quasi solo una bandierina da piantare per poter dire che l'Italia sta cambiando.

    di PROFONDOBLU
  • 24 luglio 2014
    Napolitano puntella Matteo e media con Sel per le riforme

    Napolitano puntella Matteo e media con Sel per le riforme

    Al Quirinale sale anche Grasso. La preoccupazione del Colle per l’ostruzionismo parlamentare che rischia di diventare una brutta immagine di fronte al Paese, ma la “ghigliottina” non è in discussione

    Il fatto più rilevante fino ad ora, sul piano della battaglia parlamentare per le riforme, potrebbe essersi svolto ieri a fine pomeriggio, quando la delegazione di Sinistra e Libertà ha varcato i portoni del Quirinale per conferire con il Capo dello Stato. Il tema dell’incontro era quello di “spiegare” a Napolitano la posizione del partito nell’intricato passaggio d’aula che si sta giocando al Senato, con le ragioni che spingono Vendola a mantenere -per ora- quella gran massa di emendamenti contrari all’attuale vestito della riforma del Senato.

    di Maginot
  • 22 luglio 2014
    La riforma slitterà ad agosto e torna la minaccia di urne anticipate in caso di altri stop

    La riforma slitterà ad agosto e torna la minaccia di urne anticipate in caso di altri stop

    Renzi punta a far pesare il nuovo Senato al vertice Ue del mese prossimo. L’ipotesi di un’apertura ad emendamenti di Sel per accorciare il percorso in Aula.
    E intanto il premier ottiene l’impegno di Grasso sulla celerità di azione

    Ormai pare abbastanza chiaro che, nonostante tutti gli sforzi profusi e l’energia messa in campo, il voto sulla riforma del Senato non arriverà entro luglio, come il premier aveva sperato e pronosticato fino a poco tempo fa. Il problema, come è noto, sono gli emendamenti in numero assolutamente abnorme e quasi surreale.

    di Borgogna