30 gennaio 2015

Tutti gli uomini di Mattarella

Pezzi di un team rodato negli ultimi trent’anni che insieme a Sergio Mattarella è cresciuto, politicamente e professionalmente

PARLAMENTO

E’ già pronta la squadra. Se sarà Sergio Mattarella, nelle prossime ore a superare la soglia dei 505 voti, ci sono già uomini e donne da inserire nelle caselle chiave del Quirinale. Per la segreteria generale la partita sarà a due. La scelta più prudente e sicura è quella di Alessandro Pajino. Quella innovatrice e “di rottura” ricadrebbe invece su Peppe Busìa. Nessun dubbio invece sul portavoce. A prendere il posto di Maurizio Caprara, sarà Giovanni Grasso, da sempre “uomo media” della sinistra dc “2.0”, nell’ultimo anno è stato impegnato in un tour di presentazione del suo ultimo libro dedicato proprio a Piersanti Mattarella, fratello di Sergio, ucciso dalla mafia.

di Infiltrato


28 gennaio 2015

Due short list in corsa per il Colle, ma nella testa di Renzi manca ancora quel nome

Due short list in corsa per il Colle, ma nella testa di Renzi manca ancora quel nome

Verdini è intervenuto stamattina per stoppare Mattarella. E la quarta votazione potrebbe (forse forse) avvenire nella giornata di venerdì

I Quirinabili sono tutti in corsa. I loro sherpa stanno giocando a testa bassa per tessere il consenso necessario e rimuovere qualsiasi blocco possa lastricare la loro strada. Tuttavia, nella testa di Matteo, quel nome ancora non c’è e questo rende inutile, o quasi, il lavorio incessante di tutte le ambasciate. Una cosa è certa. La vulgata vuole che il nome secco sia lanciato a ridosso della quarta votazione perché Renzi sa bene di non potersi permettere alcun passo falso e dunque le consultazioni informali continueranno a testare la solidità del “suo” nome anche durante le prime tre chiame.

di Gemini

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30 gennaio 2015
12:34

E Brunetta rincara la dose

"Al caro Lotti dico che non è Forza Italia, che è all'opposizione e che non ha i numeri, a volere elezioni anticipate. Il buon sottosegretario non giri la frittata. È Renzi, con le sue maggioranze variabili, a portarci gioiosamente alle elezioni anticipate per rottamare la sua cara sinistra. Scommettiamo?". Così il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, controreplica alle affermazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, che aveva rincuorato l'ex ministro spiegando che si tornerà al voto solo nel 2018.

  • 23 gennaio 2015
    La regia di Alfano che fa crescere Area popolare

    La regia di Alfano che fa crescere Area popolare

    Anche Scelta civica ormai dirige in direzione del cantiere creato da Ncd e Udc. E così si va verso rafforzamento dell’area moderata nella maggioranza di governo, mentre Forza Italia non entrerà nell’esecutivo

    Gli era stato detto di non avere il quid e da più parti profetizzato che molti dei suoi alla fine avrebbero ceduto alle lusinghe degli ambasciatori forzisti, riducendo la pattuglia dei fuoriusciti da Forza Italia. Eppure, Angelino e il suo partito si possono ora intestare un’operazione che potrebbe essere un ulteriore passo verso la genesi di quella grande area politica moderata a cui si lavora da tempo. Scelta Civica ha infatti deciso di convergere – insieme ai Popolari per l’Italia– verso Ncd e Udc nella proposta di un nome comune per il Quirinale, ma soprattutto questo passaggio, letto in filigrana, pare mostrare tutti i segni di una scelta di campo dell’entrata in quel cantiere in costruzione che si chiama Area popolare.

    di Gemini
  • 20 gennaio 2015
    La minoranza Pd al bivio

    La minoranza Pd al bivio

    L’effetto Cofferati e un Pd in flessione nei sondaggi sembrano aver galvanizzato
    la sinistra dem. Bersani mostra toni concilianti ma lancia i suoi luogotenenti
    all’ attacco. E proprio dall’uno due Italicum-Quirinale potrebbe partire un nuovo corso per sfiancare Matteo

    Chiarito subito che a differenza del premier i numeri per eleggere il nuovo Capo dello Stato non ce li hanno, bisogna ammettere che gli irriducibili a sinistra di Renzi hanno ritrovato una nuova e per certi versi inattesa verve. Inattesa perché gli ultimi eventi sono caduti come manna sulle loro teste. Nuova perché, sebbene altre volte avevano manifestato il loro dissenso verso la linea del loro segretario, le avvisaglie di una rivolta armata non si erano mai del tutto concretizzate

    di Gemini
  • 17 gennaio 2015
    Le angustie dei “Quirinabili” e il metodo Gentiloni nel cassetto di Renzi

    Le angustie dei “Quirinabili” e il metodo Gentiloni nel cassetto di Renzi

    Le grandi manovre sono iniziate e il premier ha dato a tutti il suo affidavit. Ma il sospetto è che Matteo voglia lasciar logorare tutti per poi piazzare una carta nascosta come per la Farnesina

    Un anno e mezzo sui social era montato il tormentone #romanzoquirinale. Oggi, se possibile, la situazione è ancora più ingarbugliata. Tra sintesi difficili e veti incrociati, i quindici giorni massimo che separano la convocazione delle Camere congiunte rischia di segnare profondamente la persona che succederà a Napolitano. La battaglia, oltre che sui nomi è anche sui tempi, e più in là si va più è forte il rischio per i “quirinabili” non solo di logorarsi ma di prestare il fianco a tutti quegli eventuali scheletri nell’armadio e retrospettive letture in filigrana che i media sono pronti a imbastire ogni volta che un nome inizierà a essere più forte.

    di Gemini
  • 3 gennaio 2015
    E per il Colle spunta anche Bassanini

    E per il Colle spunta anche Bassanini

    Tra le piste più calde nello schema “avatar” quella che porta a Franco Bassanini, ex ministro e ora presidente della Cassa Depositi e Prestiti, cerniera ideale tra la sinistra dem e l’area renziana del partito e poco inviso a Berlusconi. Perché il futuro inquilino del Colle uscirà di certo dal Patto dal Nazareno.

    Tecnico, politico, donna, anziano ma non troppo, garante, rigoroso. Sul successore di Napolitano si rincorrono ormai da tempo diversi identikit più che altro per vedere l’effetto che fa. Perché tutte le dichiarazioni espresse finora sono solo pre-tattica o, al più, mosse che mirano segretamente a bruciare i candidati più “scomodi”. Da una parte e dell’altra. Allo stato attuale l’unica certezza è che il nuovo Presidente uscirà dal Patto del Nazareno.

    di Gemini
  • 2 gennaio 2015
    E la Sanità italiana vince la sua sfida più difficile

    E la Sanità italiana vince la sua sfida più difficile

    Profilo basso e tanto lavoro, Beatrice Lorenzin ha sostenuto il lavoro di una struttura che adesso tutto il mondo ci invidia. E le sue quotazioni politiche crescono.

    Era e purtroppo rimane, un incubo sanitario che spaventa il mondo intero e di fronte al quale pareva impossibile per chiunque trovare un argine efficace. Anche perché, se tra i primi a preoccuparsi di non avere delle difese adatte ad affrontare la crisi c’era addirittura il gigante americano, da sempre all’avanguardia nella ricerca scientifica, allora si capisce bene che il problema era reale e serio. L’Italia -di fatto- era stata sin da subito un paese in prima linea, trascinata suo malgrado nella più grave emergenza sanitaria degli ultimi anni, vista la nostra collocazione geografica che, come è noto, ci rende una delle principali porte di ingresso dell’immigrazione dall’Africa.

    di Maginot