2 marzo 2015

Quella vittoria di De Luca
che complica i piani di Renzi

Grandissima affluenza ma il finale delle primarie campane è ancora tutto da scrivere. L’ineleggibile De Luca spiazza il Pd nazionale, che adesso ha due strade davanti: cambiare la Severino o cambiare candidato

Quella vittoria di De Luca che complica i piani di Renzi

E’ proprio vero: se qualcosa deve andare male, andrà male. La migliore applicazione della legge di Murphy ha trovato terreno fertile all’ombra del Vesuvio, dove contro tutti gli auspici iniziali del Pd – e di Renzi – , ha vinto l’unica persona che non doveva farlo. Perché il trionfo di Vincenzo De Luca è destinato a portare con sé strascichi che, nella migliore delle ipotesi, saranno vissuti come inopportuni e sconvenienti. Ma, per chi è ai piani alti del Nazareno, saranno sicuramente imbarazzanti e deleteri.

di Gemini


26 febbraio 2015

E in Campania nel Pd è “sindrome” da primarie

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Migliore fuori. Nessuno è riuscito a imporre un candidato vincente o raccogliere le firme necessarie per annullarle. Bagarre a quattro giorni dal voto. E da lunedì Renzi, irritato coi suoi, dovrà ricompattare il partito balcanizzato.

Venghino signori, venghino. A Napoli, il surreale è servito. E pensare che erano a lungo state il fiore all’occhiello di un partito e della cultura democratica del confronto, ispirata dalla grande tradizione americana. Dopo il flop ligure e nonostante le buone performance apulo-venete – che per la verità non sono state del tutto serene – in Campania regna il caos. Gli stessi media, a torto, non dedicano la giusta attenzione a ciò che sta accadendo all’ombra del Vesuvio. Tira e molla, convergenze e bruciature, manovre sabotatrici e personalità non proprio trasparenti governano il Pd campano a pochi giorni dal voto.

di Gemini

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2 marzo 2015
17:48

De Luca, vittoria in bilico

I rappresentanti di Marco Di Lello e Andrea Cozzolino, sfidanti di Vincenzo De Luca alle primarie di centrosinistra per le regionali in Campania hanno appena lasciato la sede del Pd regionale. Hanno chiesto il riconteggio dei voti, contestando una serie di dati relativi alle sezioni di Napoli e Caserta.

  • 23 febbraio 2015
    Quella strada inevitabile di Fitto nel caos di Forza Italia

    Quella strada inevitabile di Fitto nel caos di Forza Italia

    Il timing è perfetto e i propositi buoni. L’ex enfant prodige di Berlusconi veste i panni del “ricostruttore” per ridare una rotta al partito e coprire quella zona franca nel centrodestra nata dopo lo scotto di Mattarella

    A esser cattivi potremmo dire che il marchio di fabbrica è un deja vu. La storia politica dell’ultimo quinquennio, infatti, ha visto “rottamatori” e “ramazze” prendere a pretesto la crisi o gli scandali di un partito per avviare una nuova fase costituente. Dopo Renzi e Salvini anche Fitto – pare quasi un’eresia dirlo – ha presentato ieri la sua personale ricetta per “ricostruire” Forza Italia. Ma come ha lui stesso specificato esordendo “noi stavamo, stiamo e staremo dentro Forza Italia”. E non potrebbe essere altrimenti.

    di Gemini
  • 16 febbraio 2015
    Berlusconi Renzi e quel patto ancora in bilico

    Berlusconi, Renzi e quel Patto ancora in bilico

    L’abiura sull’accordo del Nazareno, accredita troppo la linea dei Fitto e dei Salvini, mettendo a rischio la tenuta complessiva di Forza Italia. E allora l’obiettivo adesso è tirare il fiato e aspettare Renzi al varco di Palazzo Madama in vista dell’Italicum, ricominciando a trattare

    Da venti anni a questa parte, un’elegia funebre politica per Silvio Berlusconi non è mai mancata, dopo ogni mazzata subita. Praticamente, una costante della vita politica italiana. Eppure, conoscere bene il sestante che inquadra la porzione di prospettiva che interessa ad Arcore, può aiutare a decifrare gli scenari, mostrando che ci sono sempre due verità, una pubblica e una sottotraccia, che convivono almeno fino a quando i tempi sono maturi per un sovvertimento della situazione.

    di Gemini
  • 9 febbraio 2015
    Ma il patto del Nazareno è destinato a risorgere

    Ma il patto del Nazareno è destinato a risorgere

    Lo scontro rientrerà a tempo debito, tramite una rinegoziazione delle condizioni. Anche a Renzi non conviene affidarsi solo a truppe raccogliticce. E chissà che prima o poi non arrivi anche l’agibilità politica per il Cavaliere

    Qualcuno la chiama reazione di orgoglio, una prova di forza per far capire agli elettori che Forza Italia c’è e il suo capo ne tiene ancora, a dispetto di tutto, saldamente le redini. I più accorti sanno invece che le parole di Berlusconi nascondono una necessità di marketing politico, battere un colpo teatrale e ritorsivo per limitare i danni subiti dal suicidio del partito sull’affaire Quirinale. Ma, appunto, con buona probabilità si tratta di una reazione di cartapesta a favore di telecamere, destinata a scaldare i cuori di elettori sempre più turbati da una linea del partito incomprensibile e senza bussola.

    di Borgogna
  • Editoriale 2 febbraio 2015
    e la sinistra dà forfait

    E alla fine la sinistra dichiara forfait

    Il Pd è morto sotto le macerie fatte rovinare addosso alla storia dei Ds e dei suoi uomini

    Onore e merito all'orgoglio democristiano che trionfa nel giorno di Mattarella. Ma il problema che per il momento è stato spazzato come polvere sotto il tappeto, nel giorno della festa, è che probabilmente anche il Pd è morto sotto le macerie fatte rovinare addosso alla storia dei Ds e dei suoi uomini.
    Già, i Democratici di sinistra, i cui epigoni pure abbondano tra le fila di coloro che in queste ore si sono presi la responsabilità (e l'arbitrio) di decretarne l'oblio nella vicenda dell'elezione del presidente della Repubblica.

    di Bordeaux
  • 1 febbraio 2015
    Su Mattarella il vero capolavoro di Renzi

    Su Mattarella il vero capolavoro di Renzi

    In un sol colpo, Matteo ha unito il Pd, spappolato gli irriducibili dell’antirenzismo e rafforzato il governo. E si è liberato da tutte le dietrologie sul suo rapporto con Berlusconi. Parte una nuova era, niente elezioni anticipate e il patto del Nazareno da domani riprenderà, ma con Forza Italia ridotta a vassallo del premier

    Si è trattato del delitto perfetto. Una ipotesi su cui nessuno avrebbe mai davvero scommesso un euro considerato gli effetti che ne derivano. Certo il nome di Sergio Mattarella è stato più o meno sin dall’inizio nella rosa dei “quirinabili” ma, a differenza di altri, non aveva catalizzato su di sé troppe luci. Con convinzione, ci credevano in pochi e per due ragioni molto semplici.

    di Maginot