18 ottobre 2014

E la legge di stabilità
allontana anche le urne

Una manovra coraggiosa e non elettorale, che ha suscitato apprezzamenti e fotografa il vero obiettivo di Renzi, innescare la fiducia nella ripresa già nei prossimi mesi. E per gli intransigenti come Landini, la partita si riduce a una battaglia di puro posizionamento politico

E la legge di stabilità allontana anche le urne

Il vero dominus della manovra alla fine è stato lui, e i più accorti avranno notato come sulla legge di stabilità che è stata orientata alla crescita non si sono avute notizie del contributo del titolare del Mise Federica Guidi, sparita dai radar da diversi mesi. Economisti, industriali, pezzi di organizzazioni sindacali e anche oppositori interni. La Finanziaria alla fine piace un po’ a tutti, anche a quelli che in pubblico criticano le scelte del premier ma che in privato non hanno nascosto l’apprezzamento.

di Gemini


15 ottobre 2014

E Fitto lancia l’opa su Forza Italia

fitto lancia l'opa su forza italia

Ridare una bussola politica a un partito fermo che vive di rendita con il patto del Nazareno che rischia di affondare. Mister preferenza appronta una road map per ripartire dai territori. Nel mirino non c’è la leadership ma la ricostruzione di Forza Italia

La cosa che più sconforta i fittiani è il lassismo in cui è precipitato il loro partito, la cui inerzia scivola su una non opposizione – salvo qualche dichiarazione di circostanza – a Renzi e una linea politica assente che su alcuni i temi si trova addirittura agli antipodi di taluni ideali di centrodestra. E il paradosso che in molti notano è che, per certi versi, la vera opposizione rischia di essere riconosciuta in Alfano, che su immigrati e unioni civili ha tenuto l’asta ben ferma su alcuni principi.

di Gemini

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20 ottobre 2014
14:41

Marco Pannella vuole entrare nel Pd

«Ripresenterò nei prossimi giorni la domanda di iscrizione al Partito Democratico. C'è un precedente, la feci e me la respinsero, adesso voglio vedere cosa accade». Lo ha affermato Marco Pannella nel corso della conversazione settimanale a Radio Radicale. «Farò - prosegue - quello che avevo preannunciato quando un mese fa andai in Calabria e ricordando quanto fosse cretino il riflesso con il quale si respinse la mia prima domanda di iscrizione, in omaggio ai tanti del Pd ai quali parlavo, dissi che comunque sarei tornato a fare domanda di iscrizione al Pd, citando anche quella che mi fu respinta.»

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  • 14 ottobre 2014
    beppe_grillo_antonio_di_pietro

    E Di Pietro a Milano sarà il candidato del M5S

    L'uscita dall'Idv e la candidatura a sindaco celano una strategia di rientro nell'orbita del Movimento di Grillo

    La notizia è doppia: Tonino Di Pietro è uscito da Idv; e Tonino Di Pietro si candida a sindaco di Milano. Lui, il fondatore padre padrone del partitino che una volta ha veleggiato intorno al 4 per cento (era Veltroni) assestandosi quindi intorno al 2 per cento per poi declinare sempre più giù, adesso è stato di fatto estromesso, una sorta di auto esclusione conseguente alla messa in minoranza dentro la formazione, con “sottrazione” finanche della cassa che nei partitini personali è come subire uno scippo con destrezza dal quale non ti riprendi più.

    di Koba
  • 10 ottobre 2014
    spianata la minoranza Renzi avvia la fase due

    Spianata la minoranza, Renzi avvia la fase due

    Distrutto il dissenso interno e con Grillo depotenziato, il premier adesso sa di non avere più alibi. La legislatura comunque proseguirà. Berlusconi resta defilato ma rilevante, anche nella futura scelta del nuovo inquilino al Quirinale.

    Nel giorno in cui Fortune celebra il primo ministro italiano inserendolo al numero tre nella speciale classifica degli under quaranta più influenti del mondo, Matteo Renzi spicca definitivamente il volo verso una fase. La cesura finale è stata il passaggio come un rullo compressore sul totem dell’art 18. Nessuna pietà, nessuna titubanza, Renzi ha stritolato quella che appariva come la regina delle certezze della sinistra “del lavoro” in una manciata di giorni.

    di Catilina
  • 7 ottobre 2014
    Fiducia confermata, ma il premier resta padrone della situazione

    Fiducia confermata, ma il premier resta padrone della situazione

    Minacce di scissione inconsistenti. E Renzi va avanti puntando all’incasso rapido in Europa

    E alla fine, come era previsto, la fiducia sulla riforma del lavoro è arrivata davvero. Anche se forse –dicono a mezza bocca gli uomini del segretario, dal Nazareno- non sarebbe neppure stata necessaria, visto il grado di frammentazione e disorientamento in cui versa ormai la minoranza del partito del premier, “indecisa a tutto” come suggerisce ridendo un renziano di primo piano, commentando le parole di fuoco con cui Fassina provava a dare la sveglia ai suoi ieri.

    di Masquerade
  • 6 ottobre 2014
    Governo solido ma si tratta sulla fiducia per la riforma del lavoro

    Governo solido ma si tratta sulla fiducia per la riforma del lavoro

    Mediatori in campo nel Pd, per trovare un accordo che consenta anche alla minoranza di evitare le barricate. Ipotesi emendamento sul tema del reintegro

    La fase di burrasca per l’esecutivo, sempre ammesso che sia mai esistita realmente, è ormai definitivamente superata. La solidità del rapporto tra il premier e il Quirinale, che si rinnova quasi quotidianamente in contatti di varia natura, è la garanzia di un assetto solido che ha un obiettivo comune e prioritario, aiutare l’Italia nella battaglia contro un’austerità assurda e miope ancora imposta da una parte dell’Europa.

    di Borgogna
  • 30 settembre 2014
    La minoranza Pd si sfalda e le urne si allontanano

    La minoranza Pd si sfalda e le urne si allontanano

    Napolitano non vuole scossoni, questo Parlamento deve fare le riforme e non ci sono subordinate. E invita Renzi alla mediazione.

    Come era facile prevedere, nella direzione del Pd di ieri Matteo Renzi ha piegato (“spianato”) senza difficoltà la resistenza organizzata nel suo partito. Non era una previsione peraltro complicata, dal momento che in quasi tutti i precedenti passaggi critici nel parlamentino del Partito democratico, ai toni da uragano della vigilia inalberati dalla resistenza antirenziana non erano mai seguite votazioni congrue.

    di Masquerade