30 settembre 2014

La minoranza Pd si sfalda
e le urne si allontanano

Napolitano non vuole scossoni, questo Parlamento deve fare le riforme e non ci sono subordinate. E invita Renzi alla mediazione.

La minoranza Pd si sfalda e le urne si allontanano

Come era facile prevedere, nella direzione del Pd di ieri Matteo Renzi ha piegato (“spianato”) senza difficoltà la resistenza organizzata nel suo partito. Non era una previsione peraltro complicata, dal momento che in quasi tutti i precedenti passaggi critici nel parlamentino del Partito democratico, ai toni da uragano della vigilia inalberati dalla resistenza antirenziana non erano mai seguite votazioni congrue.

di Masquerade


29 settembre 2014

Nessuna scissione nel Pd e Renzi nasconde l’art. 18 nell’angolo

Nessuna scissione nel Pd e Renzi nasconde l'art. 18 dietro l'angolo

Il premier si sfila dal teatrino sull’abolizione di quella tutela e per farlo rilancia mettendo sotto i riflettori il vero tema di interessa nazionale, ovvero le rivoluzione sui contratti precari

La tensione nel Partito democratico cresce da settimane e ormai ha raggiunto il punto di non ritorno. Eppure oggi, alla Direzione nazionale in cui Matteo Renzi spiegherà a grandi linee la sua riforma del lavoro, nonostante le profezie delle troppe cassandre di turno, non ci saranno scissioni o scene madri. E il perché è presto detto e riguarda un copione ormai visto fin troppe volte.

di Maginot

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30 settembre 2014
19:49

Fassino sulla direzione Pd: “Non aver paura di cambiare”

"La sinistra nasce per cambiare il mondo, eppure tutte le volte che discutiamo di cambiare qualcosa il primo istinto è quello di mettere le mani avanti e avere paura del cambiamento. Bisogna uscire da questa contraddizione".

  • 25 settembre 2014
    E l'ombra del complotto "tecnico" fa infuriare Matteo

    E l'ombra del complotto "tecnico" fa infuriare Matteo

    Il timore di una coincidenza di obiettivi tra pezzi di potere e la minoranza Pd, dietro i segnali anti premier di questi giorni

    <Torno e li sistemo tutti>. A chi, più o meno preoccupato, lo ha cercato negli Usa dove si trova, Matteo Renzi ha risposto via sms. La frase era un po’ più colorita, ma il senso quello era: il premier non teme più di tanto l’offensiva che è ormai in atto per indebolirlo e ancora indebolirlo e che ha come obiettivo finale la sua resa, ovvero il cambio di inquilino a palazzo Chigi, il cambio di maggioranza, e insomma la fine del suo governo e del renzismo.

    di Koba
  • 24 settembre 2014
    Quella lenta agonia della legislatura  e la scelta che spetta a Napolitano

    Quella lenta agonia della legislatura e la scelta
    che spetta a Napolitano

    Improponibile l’ipotesi di un quarto premier non eletto. Più probabile che, alla fine, sia proprio l'attuale inquilino del Colle a prendere atto di una situazione insostenibile per il Paese

    Ormai, quasi ogni giorno, tra votazioni inconcludenti e direttrici non rispettate dai gruppi parlamentari, sembra vedersi la corda di questa legislatura. L’ultimo in ordine di apparizione, tra i giochini di deputati e sentori, sta andando in scena già da qualche giorno e rischia seriamente di compromettere l’elezione dei nuovi membri della Consulta. E il punto non è certo il merito delle candidature proposte, ma una situazione generale che sembra ormai quasi fuori controllo.

    di Il Ministro
  • 20 settembre 2014
    E Renzi prepara le "Elezioni referendum"

    E Renzi punta alle "elezioni referendum"

    Il premier starebbe pensando allo show down in primavera legando la consultazione non a lui ma al pacchetto riforme

    Non è un neologismo politico, né uno svarione istituzionale (o referendum o elezioni, tutt’e due non è dato). Si tratta piuttosto di un’idea che va facendosi strada sia a palazzo Chigi che, guarda caso, tra gli oppositori del premier. E consisterebbe in questo: si va al voto anticipato il prossimo anno, tarda primavera come al solito, e gli elettori verranno chiamati alle urne non per dare un generico assenso a un programma elettorale più o meno vago o a un leader giovane e volenteroso.

    di Koba
  • 18 settembre 2014
    Riforma della legge elettorale ma niente voto anticipato

    Riforma della legge elettorale ma niente voto anticipato

    Renzi e Berlusconi definiscono i paletti della riforma elettorale ma il leader di Forza Italia vuole un affidavit sulla prosecuzione della legislatura di almeno due anni

    Sarebbe la prima volta nella storia politica. Una legge elettorale per non andare a votare. O, per lo meno, non subito. Sarebbe questo il sottotitolo del nuovo incontro avvenuto ieri tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi l’ultimo di una lunga sequela di abboccamenti più o meno pubblici e riservati, avvenuti nelle scorse settimane tra gli sherpa che si occupano costantemente di sminare tutte le criticità che via via si addensano sul patto del Nazareno.

    di Mercuzio
  • 17 settembre 2014
    Fatta la segreteria, ora c’è da dirimere il nodo candidature

    Fatta la segreteria, ora c’è da dirimere il nodo candidature

    Le regionali si avvicinano e in Campania in mancanza di un nome condiviso, si rischia di regalare il bis alla destra

    La nuova segreteria del Pd varata ieri, non ha solo il senso di aver ricostituito, forse più fittiziamente che sostanzialmente, l’immagine di un partito unitario, dove c’è spazio per tutti e Matteo Renzi è un po’ meno uomo solo al comando. Certo, sono rientrate nel gruppo dirigente anche figure espresse da quasi tutte le aree di minoranza interna, ma i ruoli di peso –e si sa sono solo quelli che contano- sono rimasti in mano ai renziani doc.

    di Rogue